“Il preteso ‘silenzio’ di Pio XII e l’olocausto”. Titola così Giovanni Sale, gesuita, uno studio, che verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista ‘La Civiltà Cattolica’, sull’atteggiamento assunto da “Pio XII durante la guerra nei confronti degli Stati belligeranti” e sul presunto “silenzio del Papa su quanto stava accadendo nei campi di concentramento”. Giovanni Sale, sin dall’inizio, chiarisce che preoccupazione fondamentale del Papa era “che gli attacchi contro Hitler e il nazismo da parte della stampa cattolica non mettessero in difficoltà la sua azione a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra”. Pertanto, scrive il gesuita, se “Pio XII non denunciò pubblicamente, Hitler e il Reich” per le loro azioni criminose, ciò non significa “che egli non fece di tutto per evitarle”. Non si capisce, dunque, perché la stampa abbia voluto “trovare in Pio XII il ‘capro espiatorio’ della terribile esperienza vissuta dalla Germania nazista”. Purtroppo, “in questa direzione – osserva Giovanni Sale – si muovono anche alcuni recenti studi su Pio XII. Non vorremmo che questo nuovo attacco a Pio XII avesse come scopo inconfessato quello di coprire le gravi responsabilità che ebbero gli Alleati nella consumazione dell’Olocausto”. Per il gesuita, “chi cerca di colpire il Papa per motivi ideologici o politici dovrebbe sapere che la verità storica non può essere addomesticata. Intanto, notiamo con stupore che l’attacco contro Pio XII si fa sempre più forte e strumentale, anche attraverso opere letterarie e cinematografiche: esso serve soltanto per ‘depistare’ la verità storica, che presto o tardi verrà alla luce”, cioè quando saranno accessibili, dopo l’apertura degli archivi vaticani su Pio XI, prevista per il 2003, le fonti documentarie vaticano- tedesche per il pontificato di Pio XII.