“La visita del card. Roger Etchegaray rappresenta la continuità del ruolo attivo della Santa Sede e più in generale delle Chiese mondiali, specialmente di quelle di Terra Santa, per cercare di porre fine alla crisi e al conflitto tra Israeliani e Palestinesi” si legge così in un comunicato del Patriarcato latino di Gerusalemme, diffuso ieri, in occasione dell’arrivo in Terra Santa del card. Etchegaray quale inviato del Papa, per risolvere la crisi legata all’assedio della Basilica della Natività a Betlemme da parte israeliana. “Dallo scoppio del conflitto israelo-palestinese dieci anni fa – si afferma nella nota del Patriarcato – le Chiese hanno espresso disapprovazione per la ripresa degli scontri e una ferma convinzione che non può esserci pace senza giustizia e nessuna giustizia se esiste un oppressore ed un oppresso”. A riguardo, si legge ancora nel comunicato, “tutte le chiese ed in particolare la Santa Sede, fanno grandi sforzi, a vari livelli”. Il Patriarca, infine, afferma che “la Chiesa ha a cuore le sorti della causa palestinese ed si interessa dell’attuale conflitto, specialmente di quanto sta accadendo dentro e fuori la basilica della Natività. Sono state fatte molte proposte ed altre se ne faranno, nella speranza che Dio onnipotente ci aiuti a risolvere questa crisi migliorando le relazioni tra arabi e israeliani”. “Preghiamo – conclude la nota – che l’Onnipotente ispiri i leader, specie coloro i quali sono chiamati a decidere, che la soluzione militare è inutile poiché porta maggiori disastri, distruzioni ed odio, difficile da debellare nel prossimo futuro. Ci appelliamo a tutti gli abitanti della Terra Santa perché si preghi per la giustizia e la pace”.