Dopo l’11 settembre, bisogna “contrastare e possibilmente eliminare il terrorismo, attraverso un impegno a molteplici livelli e il più possibile condiviso su scala internazionale”, ma anche lottare conto le “scandalose diseguaglianze tra i popoli, il sottosviluppo e la fame”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi i lavori della XLIX Assemblea generale della Cei, in svolgimento in Vaticano fino al 24 maggio. Per quanto “necessarie e i portanti”, ha proseguito Ruini, “le misure di sicurezza da sole non sono certo in grado di risolvere” il problema del terrorismo, “né possono farlo gli interventi militari, che comportano sempre gravissimi costi umani”, come dimostrano le recenti operazioni in Afghanistan. Di qui la necessità di “contrastare e possibilmente eliminare il terrorismo, attraverso un impegno a molteplici livelli e il più possibile condiviso su scala internazionale”: la reazione agli attentati dell’11 settembre, ha fatto presente infatti il cardinale, “ha portato a un rapido avvicinamento tra quei Paesi che erano stati protagonisti della ‘guerra fredda’”, America e Russia, e che dovrebbe trovare la sua “consacrazione” nel prossimo incontro del 28 maggio tra la Russia e i Paesi della Nato. In questo nuovo scenario, ha sottolineato il presidente della Cei, “appaiono stridenti e immotivate” le recenti “misure di espulsione” dalla Russia del vescovo Jerzy Mazur e del sacerdote italiano Stefano Caprio: “Siamo vicini e solidali a loro – ha detto Ruini – e a tutta la Chiesa cattolica presente in Russia e chiediamo con forza che tali misure siano al più presto revocate”. L’altra “grande sfida” che per Ruini rimane “aperta” dopo l’11 settembre è quella delle “scandalose diseguaglianze tra i popoli, del sottosviluppo e della fame”. “Globalizzare la solidarietà”, come chiama a fare il Papa, è un “fondamentale impegno di giustizia, etico e culturale oltre che economico e politico”, che “chiama in causa le nazioni più favorite, tra le quali l’Italia, ma richiede anche da parte dei Paesi in difficoltà, e in particolare delle loro classi dirigenti, uno sforzo vigoroso e sincero per rimuovere le cause e le radici interne del sottosviluppo”.