Ricevendo questa mattina in Vaticano i vescovi ecuadoriani in occasione della tradizionale visita “ad Limina Apostolorum”, il Papa ha espresso la sua piena partecipazione alla “situazione sociale ed economica piena di incertezze” che caratterizza l’Ecuador. Giovanni Paolo II ha quindi sollecitato i vescovi ecuadoriani affinché raccomandino “a tutti i battezzati” non “solo di manifestare la propria identità cristiana” ma di impegnarsi ad essere “veri artefici, in ciascun ambito di competenza, di un ordine sociale ispirato sempre più dalla giustizia e sempre meno condizionato dalla corruzione”. Giovanni Paolo II ha anche invitato i vescovi a richiamare “i principi etici” denunciando le “situazioni moralmente deplorevoli” e richiamando tutti i cristiani impegnati nel mondo dell’economia, della politica e dell’amministrazione pubblica, a “mettere in pratica i valori proclamati con tanta insistenza dalla Chiesa e dai suoi pastori”. Mons. Antonio José Gonzales Zumarraga, arcivescovo di Quito, parlando a nome della conferenza episcopale ecuadoriana, ha informato il Papa dell’iniziativa di lanciare, in tutte le diocesi del Paese, “una missione popolare tanto nelle realtà urbane che in quelle rurali”. Principali protagonisti di questa misione popolare saranno i laici, ha sottolineato l’arcivescovo di Quito, che si impegneranno a portare “di casa in casa in tutti gli ambienti” la Parola di “Gesù Cristo, nostro Salvatore”.