“La sfiducia tra israeliani e palestinesi è diventata così elevata che mai da soli arriveranno alla pace. E’ indispensabile l’intervento della comunità internazionale non solo per raggiungere un accordo di pace, ma anche per metterlo in pratica”. In un’intervista pubblicata sul prossimo numero dell’agenzia Sir mons. Sambi ritorna sulla vicenda dell’assedio alla Natività da poco conclusa. “Si è risolta solo la vicenda di Betlemme per quanto riguarda la basilica e la popolazione – ha dichiarato Sambi al Sir – ma non siamo ancora ad una soluzione definitiva, anche se occorre riconoscere che l’evoluzione positiva a Betlemme ha creato uno spirito di distensione un po’ in tutte le parti. Ma è solo una porzione di tutta la storia. di pace che esige soluzioni politiche, economiche e di sicurezza”. Interrogato sul ruolo giocato dalla Chiesa cattolica sulla vicenda Sambi ha precisato che “la Chiesa cattolica non vuole entrare direttamente nell’aspetto politico” anche se “ha dei valori morali, spirituali ed esperienza storico-umana utili alla risoluzione dei problemi”. Anche la presenza cristiana nei Luoghi Santi può portare un contributo alla pace. Sebbene siano solo “il due per cento della popolazione” e dunque “una presenza poco rilevante dal punto di vista politico, la solidarietà di tutto il mondo occidentale dà ai cristiani della Terra Santa un certo peso”. Anche i cristiani d’Occidente sono, per mons. Sambi, chiamati a fare la loro parte: “Devono fare sentire tutta la loro solidarietà. Oggi in Terra santa non è facile credere nel futuro. E’ forte il senso di solitudine. Occorre vedere i luoghi santi come luoghi della fede. Dobbiamo organizzare gesti di solidarietà anche concreta per ridare coraggio a quelle popolazioni. Il timore dei cristiani ad andare in Terra santa aumenta il timore dei cristiani di Terra santa a restare”.