TIMOR EST: GLI AUGURI DEL PAPA PER L’INDIPENDENZA E L’APERTURA DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA S.SEDE

“A tutto il caro popolo timorese rivolgo il più fervido augurio di ogni bene, in particolare a Kay Rala Xanana Gusmao, presidente eletto della Repubblica”, così il Papa nel messaggio diffuso questa mattina in occasione della dichiarazione dell’indipendenza nazionale di Timor Est. Contestualmente, la Santa Sede e la Repubblica democratica di Timor Est hanno allacciato le relazioni diplomatiche. “E’ giunta l’ora della libertà – afferma il Papa nel messaggio – è giunto il tempo della ricostruzione!”. La libertà, prosegue, “va sempre difesa e preservata, sia da ciò che la potrebbe imprigionare, sia da contraffazioni che ne possono snaturare la genuinità, a danno della persona umana e della sua dignità”. Giovanni Paolo II fa anche alcune raccomandazioni ai cittadini e ai governanti di Timor: “Questa Patria, che Dio affida alle vostre mani operose, dovrà poggiare sui valori senza i quali non esiste una vera democrazia: rispetto della vita e di ogni persona; solidarietà effettiva tra i membri della stessa comunità; apertura al positivo contributo di ogni sua categoria e di tutti i suoi membri, nel rispetto delle differenti competenze; attenzione ai reali bisogni delle famiglie e, in modo speciale, dei giovani, che sono la promessa dell’avvenire del neonato Paese”. Annessa nel 1976 all’Indonesia, la parte orientale dell’Isola di Timor, nell’arcipelago indonesiano della Sonda, attualmente conta 843.100 abitanti. Il 30 agosto 1999 il referendum sancì la volontà popolare alla piena indipendenza. Episodi di scontri e di violenza ai danni della popolazione civile indussero a porre Timor Est sotto l’amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite. I cattolici sono 750 mila suddivisi in due diocesi, Dili e Baucau, la prima affidata alla cura pastorale di mons. Carlos Filipe Ximenes Belo, premio Nobel per la pace nel 1996, la seconda affidata a mons. Basilio do Nascimento.