Un posto importante nel documento è occupato dalle religioni che “hanno la capacità di ispirare rinnovamento nella società” segnando un contributo “decisivo” nella “costruzione della nostra identità”. “Le Chiese e le religioni – affermano i vescovi – rappresentano, salvaguardano e alimentano gli aspetti fondamentali, spirituali e religiosi, che sono alla base della costruzione dell’Europa”. Per questo “specifico contributo” le Chiese e le comunità religiose “dovrebbero essere riconosciute in un futuro Trattato costituzionale dell’Ue” che, suggerisce il documento, “dovrebbe fornire la possibilità di un dialogo istituzionalizzato tra le istituzioni europee e le Chiese e le comunità religiose”. In particolare, si legge nel testo elaborato dai vescovi della Comece, “un futuro Trattato dovrebbe contenere la dichiarazione n. 11 annessa all’Atto finale del Trattato di Amsterdam in cui si afferma il rispetto dello status delle Chiese e delle comunità religiose allo stesso modo in cui sono riconosciute da ogni Stato membro”. “La Chiesa cattolica – concludono – ha accompagnato e sostenuto il processo di integrazione europea dal suo inizio ed i valori e i principi che hanno guidato questo processo sono quelli riconosciuti dall’insegnamento sociale della Chiesa”. Nel fornire questo contributo la Comece “esprime la speranza che il lavoro della Convenzione risulti equilibrato nelle proposte capaci di guidare un’Unione europea legata non solo al passato ma attenta ai bisogni della ‘governance’ del futuro”.