“Il futuro Trattato costituzionale dell’Unione Europea deve contenere un richiamo a Dio e al Trascendente, il riconoscimento dei diritti fondamentali, inclusa la libertà religiosa, la ricerca del bene comune e del principio di sussidiarietà”: sono solo alcuni dei punti contenuti nel “contributo”, presentato oggi a Bruxelles, che i vescovi della Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali dei vescovi degli Stati membri dell’Unione europea, offrono al dibattito sulla Convenzione europea che si riunisce, in plenaria, il 23 e 24 maggio nella capitale belga. Le Chiese europee, come è noto, stanno seguendo con attenzione i lavori della Convenzione e a riguardo hanno costituito un gruppo di lavoro, coordinato da mons. Attilio Nicora, per elaborare delle proposte. “L’Unione europea – si legge nel documento – per servire il bene comune, sia dentro che fuori i propri confini, ha bisogno di una politica di solidarietà”, per questo i vescovi della Comece “propongono di inserire la ricerca del bene comune tra i principali obiettivi e scopi del Trattato costituzionale dell’Ue”. “Il metodo comunitario – affermano infatti i vescovi – deve essere mantenuto e sviluppato per promuovere il bene comune e condiviso di tutti gli Stati membri”. A riguardo il documento ribadisce “l’importanza della sussidiarietà chiedendone un riferimento esplicito nel futuro Trattato costituzionale”. Il principio di sussidiarietà, secondo la Comece, infatti, “è basato sul riconoscimento della dignità umana e delle sue relazioni a partire dalla famiglia come elemento basilare della società”. (segue)