IL PAPA IN AZERBAIJAN E BULGARIA: “OGNI RELIGIONE PROMUOVA GIUSTIZIA E PACE TRA I POPOLI”

Appena atterrato in Bulgaria, “ponte tra l’Europa orientale e l’Europa del Sud”, nel corso del viaggio che lo ha portato prima in Azerbaijan e che si concluderà il 26 maggio, il Papa ha riaffermato oggi “la convinzione che ogni religione è chiamata a promuovere giustizia e pace tra i popoli, perdono, vita e amore”. Nella piazza S.Alexander Nevski della capitale Sofia, il Santo Padre ha espresso “commozione ed intima gioia” per essere riuscito a “dare compimento ad un desiderio che da tempo portavo nel cuore”. “In nessuna circostanza ho cessato di amare il popolo bulgaro”, ha sottolineato Giovanni Paolo II, ricordando i predecessori che hanno avuto legami con la Bulgaria, tra i quali Giovanni XXIII, che per una decina d’anni è stato nunzio apostolico a Sofia. Ha quindi salutato i vescovi cattolici e i rappresentanti delle altre confessioni e religioni, tra cui il Patriarca ortodosso Maxim, il Gran Muftì e i membri della comunità ebraica. Il Papa ha reso poi omaggio ai martiri “appartenenti alle diverse confessioni cristiane”: “Il loro sacrificio non sia vano, ma serva di esempio e renda fecondo l’impegno ecumenico in vista della piena unità dei cristiani”. Giovanni Paolo II ha esortato il popolo bulgaro a “curare le ferite e progettare con ottimismo il futuro” per rendere possibile “il raggiungimento dei traguardi desiderati”: “Si dovrà tuttavia procedere con saggezza nella legalità e nella salvaguardia delle istituzioni democratiche – ha suggerito -, senza lesinare sacrifici, custodendo e promuovendo i valori che fondano la vera grandezza di una nazione: l’onestà morale e intellettuale, la difesa della famiglia, l’accoglienza del bisognoso, il rispetto per la vita umana dal suo concepimento al suo termine naturale”. Da qui l’auspicio che “lo sforzo di rinnovamento sociale intrapreso con coraggio dalla Bulgaria trovi l’accoglienza intelligente ed il sostegno generoso dell’Unione europea”. Da parte cattolica, il Papa ha rinnovato l’impegno “a congiungere i propri sforzi con quelli degli altri cristiani” per “conservare e sviluppare il patrimonio di valori spirituali e culturali di cui il Paese va fiero”.