“Abbiamo l’impressione che l’Unione europea faccia fatica ad integrare le religioni nel suo processo di ricerca di identità”. E nonostante i ripetuti appelli del Santo Padre, “a parte le dichiarazioni personali, a livello istituzionale nulla è stato fatto”. A parlare è Stefan Lunte della Comece, la Commissione che riunisce gli episcopati dell’Unione Europea. Intervenendo questa mattina a Venezia alla conferenza stampa, organizzata a margine del convegno promosso sull’ambiente, Lunte ha parlato del lavoro che le Chiese stanno facendo sulla Convenzione europea. “La Chiesa – ha spiegato Lunte – non si arroga certo il diritto ad avere un monopolio nella gestione della spiritualità. E’ però consapevole di avere, in questo ambito, una lunga tradizione ed una spiccata sensibilità”. “Comprendiamo – ha aggiunto il rappresentante della Comece – che le tradizioni culturali dei paesi europei siano differenti, ma abbiamo l’impressione che ci sia la tendenza ad ignorare o comunque a non prendere in piena considerazione le tradizioni religiose a livello istituzionale”. Lunte fa riferimento in particolare all’incontro indetto a giugno a Bruxelles sulla Convenzione europea dove per ascoltare i pareri delle diverse forze sociali, sono stati predisposti una serie di gruppi tematici, “ma – osserva Lunte – non è stato previsto uno spazio specifico per le Chiese e le comunità religiose”. Le Chiese sono state inserite nel gruppo sulla cultura. “Questo – commenta Lunte – va bene, ma non è sufficiente”. “Chiediamo – ha aggiunto – uno spazio specifico per le Chiese”. (segue)