UOMO-AMBIENTE: MONS.P.HENRICI (VESCOVO ZURIGO), “CERCARE UNA CULTURA DELL’OZIO”

“Ripristinare il primato delle attività intellettuali non produttive e del settore terziario, ritornare ad un tempo sociale ciclico con lunghi e regolari tempi di riposo in comune, cercare una ‘cultura dell’ozio'”. E’ la ricetta del vescovo ausiliare di Zurigo, mons. Peter Henrici per “un assestamento del tempo del lavoro e del riposo” presentata oggi a Venezia ai lavori della IV Consultazione del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) su “Lavoro e responsabilità per il creato”. “Si tratta – ha spiegato mons. Henrici – di tre prospettive utopiche ma che possono giovare ad un assestamento del lavoro e del riposo. Il problema della sostenibilità è causato dal lavoro di tipo produttivo-materiale: l’uso di energia e di materia prime, consumo dei prodotti, accumulo di rifiuti difficilmente decomponibili”. I servizi e il lavoro intellettuale-creativo, invece, “non inquinano l’ambiente con poco consumo di energia e di materie prime, pochi rifiuti, per non dimenticare che i prodotti della creatività intellettuale e artistica durano millenni”. Il lavoro di tipo “produttivo materiale” non è più “perno della società ma soltanto premessa delle attività intellettuali-creative e del settore terziario”. Ad avviso del presule svizzero, poi, “è necessario ripristinare lunghi e regolari tempi di riposo, cercare una ‘cultura dell’ozio’ non segnata da eccessivo attivismo nel tempo libero”. Purtroppo, “i fine settimana e le vacanze scolastiche, che possono offrire un inizio per tali proposte, sono compromessi dagli orari sfasati del lavoro e dall’attivismo”. Per guadagnare questo tempo sociale, ha concluso Henrici, occorre “non aumentare di più la produzione ma avere tempi più brevi di produzione, con un salario non più basato sulle ore lavorative ma sul valore creato”.