IL PAPA IN BULGARIA: MONS. GIORDANO (CCEE), “IL FUTURO DELL’EUROPA È SULL’INCONTRO TRA ORIENTE E OCCIDENTE”

“Il futuro dell’Europa e della riunificazione europea si gioca sull’incontro tra l’Oriente e l’Occidente. La loro distanza costituisce il nodo più urgente da risolvere”. Lo afferma mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee, il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, commentando al Sir l’ultimo viaggio del Papa in Bulgaria. “Siamo anche sempre più convinti – aggiunge Giordano – che il primo apporto che le Chiese possono dare alla riunificazione europea è quello di essere per prime esempio di una casa riunita. Le Chiese infatti possono essere il primo laboratorio dove le diversità culturali non sono causa di separazione ma diventano un contributo per costruire il bene comune”. La sfida è “vedere il positivo” nell’altro. “Noi – spiega il responsabile del Ccee – vogliamo andare al di là delle difficoltà e vedere cosa l’Oriente ha da donare al resto dell’Europa grazie alla sua millenaria esperienza nel campo del pensare, della liturgia e dell’arte. E così noi speriamo vivamente che l’Oriente riesca a superare il modo di vedere l’Occidente come ad un ostacolo e cominci invece a scoprire le ricchezze e i doni che abbiamo. Se ci fermiamo ai limiti dell’altro, continueremo a guardarci sempre come un ostacolo, impedendo che si realizzi quello scambio dei doni di cui ha bisogno l’Europa”. E’ questa aspirazione che spinge Giovanni Paolo II a farsi pellegrino nel mondo, nonostante la fatica degli anni. “Il Papa – aggiunge – sente di avere la vocazione della paternità e sente di essere responsabile di una Chiesa che Dio ha voluto universale”. La Chiesa è “una famiglia che è capace di toccare tutti i popoli della terra, salvando naturalmente le identità culturali ed etniche”. E Giovanni Paolo II è “un padre che ha in cuore la realtà di questa famiglia: gioisce della diversità dei suoi membri ma è anche il primo responsabile della sua unità. E più un padre diventa anziano, più va all’essenziale”.