NOTA SIR

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Pratica di Mare diventa capitale del mondo per la firma del protocollo Nato-Russia. E’ una giornata storica. Ed è in un certo senso emblematico che l’atto conclusivo di un processo che data dalla seconda guerra mondiale si compia proprio in Italia, per oltre quarant’anni uno degli avamposti della “cortina di ferro”. Le guerre, ormai, non hanno più poste territoriali: comportano l’assimilazione dei regimi e dei sistemi politici: così è stato fatto in parte dopo il 1945, così continua oggi. Questo evento dunque chiude un secolo, ma non offre indicazioni univoche sullo sviluppo del sistema mondiale nel nuovo secolo che si è già aperto, almeno dal 1991, dalla guerra del golfo. Delinea comunque un percorso. L’area Nato-Russia è nella sostanza omogeneo, nonostante gli evidentissimi dislivelli economici. Basta ricordare che Putin ha donato a Bush i primi protocolli tra i due Stati, che risalgono al 1780. D’altra parte questa Nato allargata non ha un “nemico”. Tale non può essere il “terrorismo” in senso generico o quelli che dopo la guerra del 1991 sono definiti gli “stati canaglia”, con espressione che piacerebbe ai cultori del cinema western. La nuova aggregazione potrà invece avere una grande funzione nei nuovi scenari se potrà rappresentare un elemento coeso e tangibile per dare finalmente consistenza all’aspirazione ad un “governo mondiale”, di cui l’Onu in quanto tale non ha al presente i mezzi. Centrare questi obiettivi, e dunque ricostruire la Nato allargata dopo la fine (vittoriosa) della “guerra fredda”, comporta evidentemente anche capire qual è l’indirizzo dell’unica e sola potenza planetaria. Se confermerà, nell’eterno pendolo tra isolazionismo e integrazione, la scelta all’origine della Nato o seguirà le seduzioni dell'”unilateralismo”. Al di là delle frontiere della Nato allargata infatti incalzano almeno altre due grandi questioni strutturali. Le si possono riassumere facendo riferimento a due teatri, quello del Pacifico e quello dell’asse nord-sud. L’integrazione della Cina e il problema degli squilibri (economici, ecologici, culturali) tra nord e sud del mondo rappresentano, forse più di altri temi, a partire da quello che si nasconde sotto la barba di Bin Laden, i grandi, ulteriori passaggi. Accanto alla giusta euforia del padrone di casa, allora sarà interessante soprattutto scrutare il volto di George W. Bush, reduce da un significativo tour nelle capitali europee. Questa Europa che, in uno scacchiere mondiale in movimento, da un lato è sollecitata a meglio definire il proprio comune profilo di soggetto politico del governo mondiale, dall’altro non può non dare, insieme con gli Usa, un contributo originale.