Un “no” deciso a ogni forma di violenza emerge dalle parole di Hans Joachim Meyer, presidente del Zentralkomitee der deutschen Katoliken (Comitato centrale dei cattolici tedeschi), l’associazione che raccoglie i laici impegnati nella Chiesa cattolica in Germania, riuniti oggi a Bonn-Bad Godersberg in Assemblea plenaria. Riferendosi alla strage commessa nel liceo di Erfurt, in Turingia, il 26 aprile, Meyer dice che “solo con una maggiore attenzione per i propri simili e con maggiore solidarietà”, ci si può difendere “dalla mancanza di legami e dalla durezza che si vanno diffondendo nella nostra società”. Questo richiede innanzitutto che la pubblica opinione acquisisca “piena consapevolezza della responsabilità che i genitori hanno nell’educazione dei propri figli” e “che venga richiamata l’attenzione sulla necessità da parte dello Stato di sostenere le famiglie in questo loro compito educativo”. Un appello a rinunciare alla violenza viene rivolto anche alle parti in lotta in Medio Oriente, affinché “si faccia largo una comprensione della storia comune, che possa vedere e comprendere il dolore di chi sta dall’altra parte”; inoltre, “preoccupazione e sdegno” vengono espressi per gli attentati contro istituzioni ebraiche nei Paesi dell’Unione: fatti questi che richiedono, secondo Meyer, “contromisure decise perché l’Europa non diventi campo di battaglia delle parti in conflitto”. Sempre in Germania, dove dal 1° maggio è in vigore la legge federale di equiparazione per i disabili, per domenica 5 maggio è indetta una “Giornata di protesta per l’equiparazione delle persone disabili” che si pone come obiettivo di abbattere, entro la fine dell’anno, le barriere architettoniche in almeno 100 comuni.