GIUSTIZIA: F.M.AGNOLI (MAGISTRATO), “LO SCIOPERO NON RISOLVE LA GIÀ DISASTROSA INEFFICIENZA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA”

“Il problema fondamentale della giustizia italiana resta quello di una ragionevole efficienza o, se si preferisce, della sua attuale, conclamata e disastrosa inefficienza. Ma questo nodo non si scioglie con uno sciopero, che caso mai lo aggrava sia pure di una infinitesimale percentuale”. E’ il parere espresso da Francesco Mario Agnoli, magistrato, in merito allo sciopero indetto il 6 giugno dall’Associazione nazionale magistrati amministrativi, per protestare contro alcune riforme che il governo intende apportare all’ordinamento giuridico. Agnoli ammettere il progetto iniziale di riforma elaborato dal governo “qualche rischio, magari indiretto, ma non per questo meno pericoloso, per l’indipendenza della magistratura lo presentava (ad esempio il controllo governativo sulla scuola della magistratura e sulla commissione per l’accesso alla Cassazione). Ma negli incontri col presidente Patrono, il ministro Castelli si era dichiarato disposto a modificare in senso positivo questi punti”. Ora la volontà di scioperare “anziché consolidare gli accordi raggiunti – sottolinea Agnoli – rimette tutto in discussione, sicché, di fatto, lo sciopero non giova, ma danneggia la causa dell’indipendenza”. A parere del magistrato, “resta grave il problema dell’inefficienza della giustizia italiana. Il vero difetto della progettata riforma è che, anche dopo le concordate modifiche, non avvia a soluzione il problema, giustamente definito da Ciampi fondamentale, non fa compiere il difficilissimo, ma indispensabile salto di qualità. Tuttavia non è con lo sciopero, del resto diversamente motivato, che si aiuta a risolverlo, anche perché l’Anm non ha un suo valido progetto alternativo da proporre”.