SCUOLA: CEI, IL 93,2% DEGLI STUDENTI ITALIANI HA SCELTO L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA (2)

Lo studio riporta inoltre un’analisi della situazione dal punto di vista geografico suddividendo il territorio nazionale in tre grandi circoscrizioni, nord, centro e sud, e raggruppando le diocesi per regioni pastorali. A Nord, secondo i dati, cresce la percentuale dei rifiuti rispetto all’anno scorso attestandosi all’11,3 per cento, in crescita dello 0,5%. A fare da traino al trend negativo è la scuola materna, col 7,4 per cento con una perdita dell’1,1%. Peggiorata la situazione nelle elementari dove coloro che non si avvalgono dell’Irc crescono dal 4,9 per cento dell’anno scorso al 5,8 per cento di quest’anno. L’aumento dei rifiuti cresce pure nelle medie inferiori (8,1 per cento). In controtendenza rispetto al dato nazionale è la variazione nelle scuole superiori, dove si registra a un lieve recupero di presenze che portano l’alto tasso di rifiuti dell’anno precedente (20,9%) a una lieve riduzione (20,8%). Al Centro, prosegue la ricerca, la percentuale dei non avvalentisi dell’Irc si colloca sul 7,8 per cento. Qui, tutti gli ordini di scuola segnalano un aumento dei rifiuti con tassi modesti nelle scuole materne. Il Sud, infine, si conferma l’area più stabile, dove la percentuale dei rifiuti si attesta sull’1,5 per cento. Suddividendo i dati per regione emerge che la Toscana è la regione con la percentuale più alta di rifiuti, il 17,1%, seguita da Piemonte (12,5%) e da Emilia Romagna (12,1%). La Campania presenta la percentuale minima di non avvalentisi dall’Irc, l’1,1%. Circa le attività alternative all’Irc, il 50,5% dei casi analizzati ha evidenziato che la prassi di consentire l’uscita da scuola viene mantenuta. La didattica, che veniva ed ancora viene realizzata si attesta al 10,3% dei casi, mentre lo studio non assistito e lo studio assistito fanno registrare rispettivamente una percentuale del 24,4% e del 14,8%. Infine un cenno sugli insegnanti di religione: i laici risultano essere più dell’80%, seguiti dai sacerdoti (16%) dalle religiose (2,4%) e dai religiosi (1,1%). La loro situazione negli ultimi anni è migliorata, tanto da triplicare, in meno di un decennio, la quota di docenti che insegnano a tempo pieno.