IL PAPA A ISCHIA: PREGHIERA PER LA TERRA SANTA E L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Anche ieri durante la visita pastorale ad Ischia, prima di recitare il Regina Coeli, il pensiero del Papa è andato alle terre martoriate dalla guerra e all’unità tra i cristiani, dopo aver invitato i fedeli a pregare il Rosario nel mese di maggio. “Durante il mese di maggio, appena iniziato – ha detto -, alla scuola e in compagnia di Maria, possiamo percorrere un vero cammino contemplativo mediante la recita del Santo Rosario. Questa tradizionale pratica è sicuramente un aiuto validissimo per contemplare i misteri della vita di Cristo”. Per l’unità dei cristiani: “Il mio pensiero – ha dichiarato il Santo Padre – va ai nostri fratelli orientali, che oggi celebrano, secondo il loro calendario, la festa di Pasqua. Ci uniamo di cuore alla loro esultanza per la risurrezione di Cristo, pregando il nostro comune Signore perché quanto prima tutti i cristiani possano sperimentare la gioia della piena unità”.Per la pace: “Resta sempre davanti al mio cuore – ha aggiunto il Sommo Pontefice – la difficile situazione in cui versano non poche popolazioni nel mondo. Vorrei presentare alla Vergine la richiesta di sicurezza e di pace che sale insistente da tante parti e specialmente dalla Terra Santa”.Il Santo Padre, parlando del Rosario, ha anticipato il suo desiderio di recarsi nuovamente al santuario mariano di Pompei. Nel pomeriggio, Giovanni Paolo II ha raggiunto in auto “Forio d’Ischia” per l’incontro con oltre diecimila giovani, che hanno cantato diverse canzoni, tra cui l’inno scritto da don Giosy Cento, “Vai Papa vai”, e “O’ sole mio” , e offerto una torta di 35 chili per il suo prossimo compleanno, il 18 maggio. In ricordo di questa memorabile giornata, sarà intitolato al Pontefice un consultorio familiare. Al termine del Regina Cœli, Giovanni Paolo II si è recato nell’Episcopio di Ischia per l’incontro e il pranzo con i Vescovi della Campania. All’episcopato campano il Papa ha rivolto due auspici: “Repetitio est mater studiorum; visa repetita placent”. Il primo proverbio – ha osservato il Pontefice – “questa volta non si riferisce agli studiosi, ma si riferisce, da un lato al Papa, e, dall’altro alla Chiesa di Dio che è in Campania. Ho avuto diverse possibilità di conoscere queste Chiese attraverso le visite “ad limina” e le visite pastorali in alcune vostre diocesi. Era tuttavia utile e opportuno venire di nuovo in Campania. Vi è anche un altro proverbio – ha aggiunto il Papa – che dice: Visa repetita placent. Dobbiamo però trovare sempre un nuovo punto di osservazione, un angolo più interessante da ammirare. La visita a questa Diocesi mi offre la possibilità di ammirare la bellezza della vostra Regione e di questa isola; di godere dell’armonia che c’è tra cielo e terra; di toccare con mano le meraviglie della natura, della gente, della religiosità popolare”. (segue)