“Sulla Natività non c’è per il momento nessun accordo anzi si discute su quante persone debbano essere mandate in esilio. C’è scontro sulle cifre. La situazione è di stallo e questo mi preoccupa molto perché credo che l’assedio alla basilica possa durare ancora qualche giorno”. A dichiararlo al Sir è padre Giovanni Battistelli, custode di Terra Santa. “Da quanto ho potuto apprendere – spiega, infatti, padre Battistelli – esistono due bozze d’accordo che non convergono in particolare sulle persone da mandare in esilio in Italia: cinque o sei per i palestinesi, 13 per gli israeliani. Più facile, invece, l’accordo sui trenta da inviare a Gaza e sul centinaio restante che dovrebbe riacquistare la libertà”. Mentre i negoziati vivono una fase di stallo, ricorda il religioso, “i frati sono allo stremo così come i palestinesi asserragliati nel convento. Non ricevono nulla e solo l’altro ieri, all’una e mezza di notte, gli israeliani hanno inviato 20 kg di banane con altri generi”. Dinanzi a questa crisi, aggiunge padre Battistelli, “non mancano proposte assurde come quella di allestire una tavola fuori della Basilica per consentire ai frati di mangiare davanti alle telecamere e sotto i flash dei fotografi di tutto il mondo. Una mossa di propaganda inaccettabile”. Circa la ‘missione speciale’ del card. R. Etchegaray in Terra Santa, padre Battistelli rivela che “ha influito positivamente sulle trattative. Purtroppo Sharon è partito per gli Usa e si sperava che prima di lasciare Israele potesse dare il via libera alla fine dell’assedio e all’ingresso del cardinale in basilica anche per verificare le condizioni dei frati. Cosa che non è accaduta”. Tuttavia, conclude il Custode, “la speranza è che la ritardata partenza di uno o forse due giorni del cardinale da questi Luoghi nasconda la fine positiva della crisi a Betlemme. Anche se mantengo tutti i miei dubbi”.