Un invito a scoprire le vere ragioni che hanno portato dell’omicidio del leader dell’estrema destra Pim Fortuyn, evitando ogni strumentalizzazione, viene da padre Gino Barsella, direttore di Nigrizia, a margine del convegno che si è aperto oggi a Verona, per iniziativa della Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana) su “La nonviolenza possibile: una sfida possibile”. Secondo padre Barsella il riemergere in Europa di movimenti xenofobi che incitano alla violenza è provocato “dalla paura degli europei di perdere i propri privilegi e le proprie sicurezze”. “Siccome il sistema mondiale è ingiusto – sostiene – si creano degli scompensi che si ripercuotono anche in Occidente. Invece di redistribuire ricchezze laddove sono state rubate, si tenta dispersamente di tutelare i propri stili di vita promettendo sicurezza. Ma cambiare un sistema violento con gli stessi metodi è una illusione”. Anche Jean Leonard Touadi, congolese, giornalista Rai/Nigrizia e docente ai corsi di formazione del Cum (Centro unitario cooperazione missionaria tra le Chiese) invita ad andare alle “vere cause che hanno provocato in Europa tutte queste insicurezze e paure: la globalizzazione ha unificato il mondo, per cui oggi siamo tutti su una stessa barca che sta affondando. Per ora l’acqua è entrata nei piani bassi, ossia nel Sud del mondo che muore di fame e miseria, ma piano piano sta arrivando anche nei piani alti, e l’immigrazione ne è un segno evidente”. Secondo Touadi “c’è una terribile colpa della politica: far credere alla gente che l’unico modo per tutelare le sicurezze degli europei è non far entrare gli immigrati, tacendo una parte del discorso, cioè che la nostra ricchezza dipende dalla miseria dei tre quarti del mondo”. “Non vediamo una sopravvivenza dell’Europa basata sulla militarizzazione delle frontiere – si è affermato al Convegno Cum -, ma neppure l’assassinio di coloro che la sostengono apre ad un futuro di pace”.