L’INTERVENTO DELLA SANTA SEDE ALLA SESSIONE ONU SUI BAMBINI

“Molti Stati rifiutano di riconoscere il diritto alla vita e che la vita comincia nel momento del suo concepimento, che ogni bambino ha diritto alla protezione e ad una cura speciale sia prima della nascita che dopo”. E’ la denuncia del card. Alfonso Lopez Trujillo, rappresentante della Santa Sede, all’incontro dei leaders religiosi svoltosi ieri a New York nell’ambito dei lavori della Sessione speciale dell’Assemblea generale dell’Onu sui bambini. Richiamandosi alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il cardinale ha ribadito che “i bambini hanno il diritto di vivere in famiglia, di essere protetti e circondati dall’affetto e dalla cura dei suoi familiari”. Purtroppo, ha rimarcato il porporato, “in questi tempi tristi in cui la famiglia ed il ruolo dei genitori perdono di importanza, le stesse persone che mostrano interesse per i bambini, spesso vengono meno alle proprie responsabilità nel fornire loro un ambiente sicuro ed amorevole”. “Ogni bambino ha diritto all’istruzione – ha aggiunto Trujillo – ma continuiamo a vedere differenze tra ricchi e poveri, tra bambini e bambine”. Grave anche la situazione sanitaria con “troppi bambini che muoiono ogni giorno poiché non hanno accesso a medicinali di base, alle cure mediche e perché non hanno acqua potabile o vivono in ambienti malsani. Ogni bambino ha diritto ad una abitazione adeguata, ma ce ne sono molti che ne sono sprovvisti e troppi che abitano in case e città sovraffollate”. “Non si tratta – ha concluso il rappresentante della Santa Sede – di temi religiosi ma sociali e nonostante ciò è compito delle religioni sottolinearli quando la politica si allontana dal loro giusto cammino”.