VANGELO E INTERNET: MONS. BETORI, UN “DECALOGO” PER UN “BUON USO” DELLA RETE

“Di fronte all’indifferenza e perfino all’ostilità nei confronti della fede e della morale cristiana, alla relativizzazione della verità, alla presenza di siti denigratori, come anche di siti che si definiscono cattolici ma che si allontanano dalla posizione autentica della Chiesa va promossa una positiva programmazione pastorale per l’uso di Internet, uscendo dall’approccio di tipo consumistico agli argomenti di fede e ribadendo che le esperienze religiose sono insufficienti se separate dall’interazione con il mondo reale, con gli altri fedeli”. Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, aprendo il convegno su “Internet. Un nuovo Forum per proclamare il Vangelo”, in corso a Milano per iniziativa dell’Ufficio cei per le comunicazioni sociali, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore Sono più di 500 milioni, nel mondo, gli utenti di Internet, ha ricordato Betori, aggiungendo che in Italia i siti cattolici finora censiti sono più di seimila. Anche se sono molte le “opportunità” offerte da Internet per nuove modalità di evangelizzazione, è importante ricordare, per Betori, che “l’esperienza religiosa non si esaurisce e non può essere trasferita completamente nella rete, né compito della rete è di sostituire le comunità fisiche, le relazioni interpersonali, le strutture portanti di un’espressione religiosa”. Il segretario generale della Cei ha tracciato anche una sorta di “decalogo” delle “virtù” per un buon uso della Rete: “la prudenza, per discernere le potenzialità di Internet; la giustizia, per promuovere il bene comune internazionale e la globalizzazione della solidarietà, la forza e il coraggio, contro il relativismo religioso e morale; la generosità contro il consumismo individualistico; il pudore contro la sensualità e il peccato; la temperanza, per un saggio utilizzo finalizzato al bene” (segue)