DICHIARAZIONE DI VENEZIA: IL PAPA E IL PATRIARCA DI CONSTANTINOPOLI, “NON È TROPPO TARDI” PER SALVARE IL PIANETA

“Non è troppo tardi”. L’umanità di oggi può ancora consegnare il pianeta “al futuro dei nostri figli”. Si conclude con questa invocazione la “Dichiarazione comune” sottoscritta oggi da Giovanni Paolo II e Bartolomeo I, in collegamento video tra Roma e la sala degli Scrutini di Palazzo Ducale a Venezia. La firma conclude il Simposio sul Mare Adriatico che per cinque giorni ha riunito su una nave di crociera circa 250 persone. “La Dichiarazione comune – spiegano in una nota i promotori dell’incontro – è una manifestazione del desiderio delle chiese d’Occidente e d’Oriente di impegnarsi nel dialogo”. Sulle questioni ambientali, il Papa e il Patriarca di Constantinopoli “hanno molto in comune” e chiedono ai loro fedeli di “adottare una serie di nuovi principi etici che potrebbero cambiare il modo con cui l’umanità si relaziona con l’ambiente”. “Siamo riuniti qui oggi – si legge nel testo sottoscritto dai leader delle due Chiese -, in spirito di pace, per il bene di ogni essere umano e per la responsabilità del creato. In questo momento della storia, all’inizio del terzo millennio, siamo rattristati nel vedere le sofferenze quotidiane cui sono sottoposte un gran numero di persone a causa della violenza, della fame, della povertà e delle malattie. Siamo anche preoccupati delle conseguenze negative per l’umanità e per tutto il creato che derivano dalla degradazione di alcune risorse naturali di base come l’acqua, l’aria e la terra, causate da un progresso economico e tecnologico che non riconosce e non tiene conto dei suoi limiti”. Il Papa e il Patriarca ricordano che “il rispetto per la creazione discende dal rispetto per la vita e la dignità umana” e che “in questa prospettiva, i cristiani e tutti gli altri credenti hanno un ruolo specifico da svolgere”, educando le persone alla “coscienza ecologica che è innazitutto responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso il creato”. (segue)