PREMIO ILARIA ALPI: PIÙ CORAGGIO E MAGGIORE LIBERTÀ NELL’INFORMAZIONE

Dieci i vincitori, tra cui un gruppo di studenti della Scuola di giornalismo di Perugia, dell’ottava edizione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi tenutasi nei giorni scorsi a Riccione. “Diventa necessario premiare giornalisti che si distinguono per il loro impegno professionale in un’epoca in cui l’informazione è sempre più danneggiata dalla logica utilitaristica” ha spiegato il presidente della giuria Italo Moretti. Tra i premiati, Alessandro Gaeta, Riccardo Iacona, Barbara Carfagna e Milena Gabanelli. “Durante la guerra civile sono morti in Sierra Leone ben quindici giornalisti” ha denunciato Mildred Hanciles, cui è andato il premio speciale destinato ai giornalisti internazionali. “In molti – ha detto – sono colpiti, maltrattati e perseguitati a causa della pessima situazione politica. I giornalisti occidentali dovrebbero impegnarsi di più per risolvere i problemi nei loro paesi, anche a costo di dover pagare per il proprio coraggio”. Un’analoga denuncia è stata lanciata dal siriano Nizar Nayyouf, vincitore della scorsa edizione del premio Ilaria Alpi, ma impossibilitato allora a ritirarlo perché in carcere per avere denunciato violazioni dei diritti umani nel suo Paese. “In Siria – ha ricordato – ci sono ben quarantadue giornalisti perseguitati per la loro attività; uno di loro è stato condannato a ventidue anni di carcere”. Sull’informazione deviata di molti media occidentali è intervenuto il missionario comboniano Alex Zanotelli: “Il sistema in cui viviamo è drammatico: l’83% dei beni del mondo va ad appena il 20% della popolazione. La guerra è fatta in difesa di questo 20% e l’informazione è asservita all’impero del denaro. Ma tra i giornalisti la fiammella della verità non si è del tutto spenta: alcuni sembrano ammirarmi perché a Nigrizia ho rischiato la vita denunciando traffici di armi. E’ stato il celibato a darmi più disponibilità a rischiare. Anche loro vorrebbero farlo, ma non se la sentono per le loro famiglie”.