PADOVA: LA CITTÀ NEL MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA FESTA DI SANT’ANTONIO

“Una città ispirata dal personalismo comunitario”: è quanto chiede mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, in un messaggio inviato nei giorni scorsi ai fedeli della città, in occasione dell’odierna festa del Santo patrono, Sant’Antonio. “Una città – scrive il vescovo – non è in primo luogo un agglomerato di edifici abitativi e funzionali alle varie attività o un complesso di servizi. La città è principalmente una comunità di persone. E di conseguenza si caratterizza per i suoi valori e la qualità delle relazioni interpersonali. Il processo di globalizzazione in atto non sarebbe positivo, se appiattisse la città in un comune denominatore indistinto, facendole perdere la sua specifica identità e peculiarità”. Per questo, ricorda mons. Mattiazzo “la bussola che dovrebbe guidare la città, il suo centro e il suo fine è il bene della persona umana considerata nell’interezza del suo essere”. Un dovere questo che spetta anzitutto a “chi presiede alla vita cittadina chiamato a servire il bene della persona e a creare le condizioni perché ogni persona possa svilupparsi pienamente”. E ciò proprio sull’esempio di Sant’Antonio che “di ogni uomo e donna ha promosso la dignità e tutelato i diritti, prendendone la difesa contro i prepotenti. Egli ci insegna, dunque, a considerare l’uomo nella sua completezza, a non rimuovere alcuna delle dimensioni della sua personalità: spirituale, psichica, corporale e sociale”. Da qui, l’invito del vescovo a promuovere “una concezione spirituale e trascendente della persona umana, superando la crisi di valori che affligge l’odierna società ed educando al senso di appartenenza comunitaria e alla responsabilità per il bene comune”.