“Le risposte dell’Unione europea allo stato dei rifugiati nel mondo e di coloro che cercano protezione in Europa, non sono incoraggianti”. I paesi dell’Unione – sia a livello “individuale che collettivo” – hanno messo in atto “misure sempre più restrittive” per “impedire, ostacolare e rimuovere i rifugiati dai loro confini”. Lo denuncia mons. Patrick O’Donoghue, presidente dell’Ufficio per i rifugiati della Conferenza episcopale inglese, in un messaggio scritto in occasione della Settimana per i rifugiati che si celebra dal 17 al 23 giugno mentre domenica 20 è la Giornata a loro dedicata, indetta dalle Nazioni Unite. “Oggi – scrive il vescovo – giustizia e pace continuano ad essere negati a milioni di rifugiati e immigrati nel mondo. Per molti l’esilio è divenuto un modo di vivere” ma “le loro sofferenze sono ignorate” dalla comunità internazionale. “Troppo spesso – aggiunge mons. O’Donoghue – i media e i comunicati ministeriali presentano l’arrivo dei rifugiati sulle coste dei paesi ricchi come qualcosa di opprimente. Ma la realtà non è così”. “E’ facile dimenticare – scrive il vescovo – che i rifugiati sono prima di tutto degli esseri umani e non un problema”. Inoltre, la maggior parte sono “donne e bambini; privati della protezione dei loro governi e delle loro famiglie, sono particolarmente vulnerabili”. Per questo, aggiunge mons. O’Donoghue, “è importante porre la questione dei rifugiati tra le priorità della agenda internazionale”, tenendo presente che “è la violazione dei diritti umani la causa maggiore dei movimenti migratori”. Alla Chiesa cattolica preme soprattutto la protezione dei bambini. “Vogliamo ricordare – scrive mons. O’Donoghue – che i bambini rifugiati sono prima di tutto bambini e dopo rifugiati. Le procedure di asilo dovrebbero tenere conto di questo fatto”. Il vescovo si appella all’Ue chiedendo di “accogliere i rifugiati, in un numero maggiore di quello attuale”; di “promuovere uno sviluppo sostenibile” e di “impegnarsi per la risoluzione dei conflitti in tutte le parti del mondo”. “Ha poco senso per l’Europa – conclude il vescovo – cercare di chiudere le porte ai rifugiati, se prima non mette in atto misure effettive per sradicare le cause della migrazione”. Secondo il Cir sono 22 milioni i rifugiati nel mondo.