CARCERI: ALLARME DEGLI OPERATORI SANITARI, “SOVRAFFOLLAMENTO INTOLLERABILE”

“Il sovraffollamento delle carceri italiane in questo momento è ormai a livelli non più tollerabili: 58.000 detenuti aspettano da quattro anni che il ministero della Giustizia possa permettere al Sistema sanitario nazionale di poterli curare”. A lanciare l’allarme è il Coordinamento nazionale degli operatori per la salute nelle carceri italiane (Conosci) al quale aderiscono anche il Cnca, il Gruppo Abele e il Tribunale dei diritti del malato. In un documento diffuso oggi, il Coordinamento chiede “un incontro urgente” con le autorità competenti per “poter dimostrare la gravità dei fatti” ed esprimere “viva preoccupazione” per una serie di situazioni vissute nelle carceri. Preoccupano, in particolare, “le concrete e gravi carenze che si sono venute a creare con il taglio dei fondi per l’assistenza sanitaria ai detenuti, anche in previsione del passaggio delle competenze alle Regione” e “la situazione di totale abbandono farmaceutico, soprattutto per quei pazienti che più bisognosi di altri per gravi condizioni di salute, hanno necessità di cure costose (epatite croniche, Aids, ecc.)”. Il Coordinamento ravvisa anche “il concreto rischio che le grandi speranze riposte nel riordino del settore da parte di tutti gli attorsi (detenuti, operatori, famiglie, ecc.) vadano profondamente disilluse”. Nell’ambito inoltre del riordino della medicina penitenziaria, le associazioni, le associazioni denunciano “il rilevante” ritardo con cui “è stato fatto insediare il Comitato per la valutazione della fase sperimentale del passaggio delle funzioni sanitarie dal ministero della Giustizia a quello della Sanità (e quindi alle Regioni)”. Il Coordinamento fa inoltre sapere che “non sono stati ancora trasferiti alle Regioni i necessari fondi per la gestione della tutela della salute in carcere ed il personale appartenente al comporto delle tossicodipendenze”. Per tutti questi motivi, il Coordinamento chiede al governo di adoperarsi “affinché possa al più presto essere pubblicato il decreto finale sul trasferimento del personale, delle risorse economiche e delle attrezzature dell’intero comporto della sanità penitenziaria, dal ministero della Giustizia a quello della Salute”.