NON VIOLENZA: P.LACUNZA (PISAI), “LE RELIGIONI SCONVOLGANO DI PIÙ LE COSCIENZE DEI GRANDI DELLA TERRA”

“Se le religioni non riescono a sconvolgere la coscienza dei grandi del mondo per creare le condizioni di giustizia e pace per tutti, diventeranno una vernice fluorescente che nasconde soltanto i buoni propositi, senza nessuna incidenza reale sulla vita umana”. E’ l’avvertimento di padre Justo Lacunza, rettore del Pisai (Pontificio istituto studi arabi e islamistica) che interviene oggi nei gruppi di lavoro sul ruolo delle religioni nei conflitti, nell’ambito del 28° convegno nazionale delle Caritas diocesane, in corso fino a domani a Bellaria (Rimini). “Le religioni – afferma padre Lacunza – devono diventare una voce forte per la coscienza delle istituzioni, degli organismi, delle nazioni, dei governi. Nelle società democratiche, libere e civili lo Stato non può avere un atteggiamento di inerzia, di apatia, di indifferenza davanti a coloro che si definiscono credenti. Un tale atteggiamento significherebbe che la libertà religiosa non è considerata uno dei capisaldi delle società civili e democratiche”. Facendo riferimento all’11 settembre, che secondo padre Lacunza ha segnato “l’inizio di una nuova era nei fragili rapporti tra popoli e nazioni su scala internazionale”, con “l’ossessione, in alcuni ambienti politici mondiali, di parlare di relazioni internazionali in termini di spiegamento di forze militari, di controllo di armamenti, di verifiche degli arsenali nucleari”, è urgente, per le religioni, “ritornare alle loro fonti per ricavare l’ispirazione necessaria e riscoprire il legame profondo che unisce le religioni con la vita dell’uomo sulla terra”. Secondo padre Lacunza “non si colpiscono la violenza e il terrorismo con le bombe e la guerra, ma con l’intelligenza di creare giuste condizioni sociali e materiali per i popoli della terra e l’utilizzo intelligente, e non malvagio, dei servizi di sicurezza”.