Sgravi fiscali per i figli a carico indipendentemente dal livello del reddito familiare, politiche di sostegno alla maternità, mantenimento dei fondi per la legge 328 sui servizi sociali, finanziamento per l’applicazione della legge 149 sull’adozione: queste le richieste avanzate ieri 19 giugno dal Forum delle associazioni familiari durante un incontro con il governo sul Dpef, documento di programmazione economico-finanziaria in fase di elaborazione, ma nel corso del quale si è parlato anche della legge delega per la riforma fiscale. Nel testo di questo provvedimento, già approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, “si parla di redditi medio-bassi ma gli sgravi fiscali per i figli non possono limitarsi solo a questa categoria; abbiamo chiesto pertanto l’introduzione di un emendamento che stabilisca sgravi fiscali ‘a carattere universale’, cioè slegati dal reddito” perché “i figli non possono essere lo strumento per garantire la progressività del fisco” ha spiegato oggi la presidente del Forum, Luisa Santolini, in una conferenza stampa promossa a Roma dallo stesso Forum, insieme con il Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, per presentare il volume “La famiglia soggetto sociale. Radici, sfide, progetti” che raccoglie gli atti dell’omonimo convegno svoltosi lo scorso mese di ottobre. Secondo Santolini occorre inoltre “elaborare politiche di sostegno alla maternità con una rete capillare di servizi sul territorio, non tagliare i fondi (3.500 miliardi) già stanziati per la legge 328 sui servizi sociali, e prevedere nella prossima legge finanziaria un’adeguata copertura per l’applicazione della legge 149 sull’adozione”, un provvedimento urgente in vista “della chiusura, prevista entro il 2006, degli istituti che attualmente ospitano 14mila bambini, secondo una stima certamente in difetto”. “Il governo non farà marcia indietro sul principio già adottato l’anno scorso di un milione di sgravio fiscale per ogni figlio – ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi -; compatibilmente con la disponibilità delle risorse, intendiamo garantire alla famiglia italiana la possibilità di un futuro”. In materia di lavoro Lorenzo Caselli, preside della Facoltà di economia dell’Università di Genova ha auspicato che “nel patto sociale tra imprese, sindacato e governo” trovi spazio “una ‘flessibilità formato famiglia’, finalizzata cioè a conciliare esigenze lavorative e familiari, perché paternità e maternità sono valori sociali essenziali per lo sviluppo di tutta la comunità”.