BRUXELLES: LE CHIESE CHIEDONO ALLA “CONVENZIONE” DI FARE DELL’EUROPA UNA “COMUNITÀ DI VALORI” (SIREUROPA)

“L’Unione europea deve essere una comunità di valori”, è stato l’auspicio espresso dal rappresentante della Kek (Conferenza delle Chiese europee), Keith Jenkins, intervenuto questa mattina nel corso della sessione plenaria della Convenzione per il futuro dell’Europa, dedicata all’ascolto della società civile. Non è stato un compito facile quello di Jenkins, visto che in dieci minuti ha dovuto parlare non solo a nome di cattolici, protestanti e ortodossi ma persino della federazione umanista europea, poco propensa a sostenere la richiesta di un esplicito riferimento alle radici cristiane dell’Europa nel futuro trattato costituzionale. I valori su cui costruire l’Unione Europea, richiamati questa mattina da Jenkins, includono “la centralità della persona umana, la promozione della pace e della riconciliazione, la libertà e la giustizia, la solidarietà e la sostenibilità dello sviluppo, la tolleranza, la democrazia, il ruolo della legge e il rispetto delle minoranze”. Il rappresentante delle Chiese ha chiesto inoltre alla Convenzione che, in nome del “principio della sussidiarietà” il futuro trattato includa anche quanto previsto dalla dichiarazione n.11 dell’atto finale del Trattato di Amsterdam, vale a dire l’impegno dell’Unione Europea a rispettare lo “status delle chiese, delle associazioni religiose, delle comunità e degli enti non confessionali così come riconosciuto da ogni stato membro”. Jenkins ha poi auspicato un dialogo strutturato e permanente tra le istituzioni comunitarie e i rappresentanti delle diverse confessioni religiose. Positivo il commento del vicepresidente della convenzione europea Giuliano Amato: “Sono favorevole – ha dichiarato – al riconoscimento del ruolo che le religioni anno avuto ed hanno tuttora nel formare il tessuto dei valori europei e nel promuovere la coesione europea. Questo riconoscimento dovrebbe riguardare tutte le religioni ed è giusto richiamarle come fattore di pace, di tolleranza e di coesione”.