TURISMO: GIOVANNI PAOLO II, ANCHE L'”ECOTURISMO” PUÒ DIVENTARE “COLONIALISMO” (2)

Di fronte allo “sfruttamento sconsiderato della creazione” – continua il Papa nel suo Messaggio per la Giornata mondiale del Turismo – la società attuale deve “rivedere seriamente il suo stile di vita”, partendo dalla consapevolezza che “un approccio meno aggressivo all’ambiente naturale aiuterà a scoprire e ad apprezzare meglio i beni affidati alla responsabilità di tutti e di ciascuno”. Giovanni Paolo II chiede, in particolare, “una maggiore consapevolezza dell’urgenza di adeguate misure di protezione, per porre fine allo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali”, ma anche “solidarietà” verso “uomini e donne, il cui ambiente umano viene costantemente aggredito dallo sfruttamento, dalla povertà, dalla fame o dalla mancanza di educazione e di salute”. Per il Papa, l’umanità “sta oggi vivendo un’emergenza ecologica” a cui contribuisce anche “un certo turismo selvaggio” fatto di “impianti turistici costruiti senza una pianificazione rispettosa dell’impatto ambientale”. Il “dissesto ambientale”, in questa prospettiva, è un sintomo della “profonda crisi morale” che attraversa la nostra epoca, in cui “spesso la sfrenata bramosia di accumulare ricchezze impedisce di ascoltare l’allarmante grido di povertà di popoli interi”, e “l’egoistica ricerca del proprio benessere induce ad ignorare le legittime aspettative delle generazioni presenti e di quelle future”. Le uniche “ragioni di speranza”, conclude il Papa, stanno nel promuovere una “ecologia interiore” in grado di “favorire forme di turismo più rispettose dell’ambiente, più moderate nell’uso delle risorse naturali e più solidali verso le culture locali”.