Nel creato l’uomo è il “luogotenente regale” di Dio, e non deve trasformarsi in un “folle tiranno” o dar luogo a “devastazioni ambientali e ingiustizie sociali”. Lo ha detto oggi il Papa, che nel corso dell’udienza generale è tornato sul tema del creato, al centro anche del Messaggio per la prossima Giornata mondiale del turismo, diffuso ieri. Commentando il salmo 8, Giovanni Paolo II ha ricordato che in esso “l’uomo è visto come il luogotenente regale dello stesso Creatore”, grazie però ad un “dominio non conquistato dalla capacità dell’uomo, realtà fragile e limitata, e neppure ottenuto con una vittoria su Dio, come vorrebbe il mito greco di Prometeo”. Quello dell’uomo, ha spiegato infatti il Papa, “è un dominio donato da Dio: alle mani fragili e spesso egoiste dell’uomo è affidato l’intero orizzonte delle creature, perché egli ne conservi l’armonia e la bellezza, ne usi ma non ne abusi, ne faccia emergere i segreti e sviluppare le potenzialità”. “Purtroppo – ha aggiunto il Pontefice – il dominio dell’uomo può essere malamente inteso e deformato dall’uomo egoista, che spesso si è rivelato più un folle tiranno che un governatore saggio e intelligente. La storia documenta il male che la libertà umana dissemina nel mondo con le devastazioni ambientali e con le ingiustizie sociali più clamorose”.