Nel corso del 2001 sono stati rilasciati 208.000 visti di ingresso. Tra i soggiornanti si rileva una sempre maggiore stabilità della presenza. Gli ingressi con sponsorizzazione (circa 15.000 nel 2001), ritenuti “una sorta di porta di ingresso per etnie e individui poco raccomandabili, superano questi pregiudizi”, per cui “non risulta giustificata la decisione di abolire lo sponsor”, come previsto nella nuova legge. Riguardo alla distribuzione geografica le Regioni settentrionali accolgono il 57% degli stranieri soggiornanti (30% al Centro e 14% al Sud e alle isole), mentre l’Europa dell’Est si conferma la principale area di provenienza (soprattutto da Albania e Romania) pur restando quella marocchina la prima comunità con 158.000 unità. Nell’ultimo decennio sono aumentate le presenze da Cina, India, Bangladesh e Pakistan, Nigeria e Perù. Tra poco la proporzione sarà di 4,5 europei e di 2,5 africani, cosa che influirà sull’appartenenza religiosa degli immigrati, con i cristiani che diventeranno nuovamente la maggioranza. Si ipotizza anche un aumento delle presenze dall’Africa Subsahariana. In Italia si indirizzano pochi richiedenti asilo (10.000 domande nel 2001 secondo l’Acnur, di cui la maggior parte non accolte). I soggiornanti per studio (31.000) sono aumentati di 5.000 unità, e i minori dati in affidamento (2.208) sono dimezzati rispetto allo scorso anno. La pressione migratoria e il suo controllo, come si rileva dall’analisi dei respingimenti (41.000 casi) e delle espulsioni (34.000 eseguite e 58.000 intimate), “è rimasta caratterizzata da valori simili a quelli degli ultimi anni e questo a prescindere dai diversi governi”. “Alla luce dei nuovi dati che non giustificano allarmismo – ribadisce il Comitato di presidenza del Dossier immigrazione -, è fondato esprimere profonda preoccupazione sulle modifiche apportate alla normativa del diritto d’asilo e ribadire anche il dissenso nei confronti dello spirito restrittivo della nuova normativa sull’immigrazione. E, inoltre, tempo di costruire fattivamente la convivenza tra italiani e immigrati”.