Ha parlato di pace e solidarietà il card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, nel suo primo intervento al congresso eucaristico dell’arcidiocesi di Benevento, lo scorso 1° giugno, alla presenza dei vescovi di Avellino, Montevergine, Aversa, Lucera e Cerreto-Sant’Agata. “Occorre tornare a credere – ha detto il card. Ratzinger – che lo sviluppo dei popoli, prima ancora che dalle dinamiche sociali, culturali ed economiche, nasce dalla fede in Dio”. Il card. Ratzinger ha accennato alla situazione internazionale, alla tentazione del mercato e del liberismo, alla globalizzazione che va contrastata “se è solo una maniera di assecondare gli interessi di pochi” ma seguita con interesse “se essa diventerà occasione perché ognuno possa servire l’altro”. Non è mancato un appello a tutte le forze politiche del mondo per scongiurare una guerra nucleare tra l’India ed il Pakistan. “La Chiesa – ha dichiarato il cardinale Ratzinger – in questo momento può soltanto pregare. Speriamo che i governi coinvolti possano percepire questo desiderio di pace che si avverte nel mondo perché sono i popoli a decidere insieme la pace. Se la sete di pace dei popoli è sufficientemente viva, la strada della diplomazia troverà la soluzione. Forse il vero problema è che i fanatismi al momento sembrano troppo forti e finora non sono state mobilitate sufficientemente le vere forze di pace”. Il card. Ratzinger ha anche presieduto la concelebrazione conclusiva del congresso eucaristico, il 2 giugno. “Ci sono milioni di bambini che muoiono di fame nel mondo – ha affermato Ratzinger – e troppa gente che affoga nell’abbondanza. Le risorse non vengono distribuite, ma accantonate e utilizzate spesso per uccidere altri uomini. Il fatto è che mentre il corpo si nutre abbondantemente, la nostra anima è sottoalimentata”.