IL VESCOVO DI BILBAO: “LA CHIESA BASCA NON DIFENDE I TERRORISTI” (SIREUROPA)

Mons. Ricardo Blázquez Pérez, vescovo di Bilbao, replica alle critiche che sono state mosse alla lettera pastorale del 30 maggio scorso intitolata “Preparare la pace”, scritta insieme ai vescovi di San Sebastián e Vitoria. In quel documento i vescovi baschi criticano, tra l’altro, la futura “legge dei partiti politici”, in discussione al Parlamento spagnolo, che punta a rendere illegale il partito indipendentista Herri Batasuna. “Da sei anni sono vescovo di Bilbao – ha dichiarato mons. Blázquez in un’intervista rilasciata a SirEuropa – e in questo periodo di tempo abbiamo espresso più di 50 condanne del terrorismo basco. Ma la condanna del terrorismo non basta. Ciò che vogliamo è che attraverso l’educazione nelle nostre scuole, nelle parrocchie e così via si possa respirare e si trasmetta un clima favorevole alla pace. Altrimenti la violenza rischia di radicarsi nel cuore e nella mente”. La Chiesa, prosegue il vescovo di Bilbao, “è stata anche vicina alle famiglie minacciate dall’Eta, molte delle quali hanno anche dovuto abbandonare il nostro Paese e ha cercato di stare vicina alle famiglie vittime del terrorismo. Credo che dobbiamo promuovere una grande preghiera per la pace per chiudere con il terrorismo”. Nella lettera pastorale i vescovi baschi affermano che “l’Eta deve sparire, con tutta la sua eredità di violenza”. Per i vescovi “la valutazione morale del terrorismo dell’Eta, deve essere, dunque, gravemente negativa”. Tuttavia, sulla possibilità di rendere illegale Batasuna i vescovi si chiedono se “la convivenza, già gravemente distorta, non soffrirebbe così un deterioramento maggiore nei nostri paesi e nelle nostre città”. Il documento ha suscitato le critiche del governo spagnolo e di molti partiti politici, tranne quelli nazionalisti. In un comunicato del 31 maggio la Conferenza episcopale spagnola ha ribadito che “i vescovi baschi hanno reso pubblica la lettera pastorale sotto loro esclusiva responsabilità come pastori delle proprie Chiese particolari”.