IMMIGRAZIONE: S.EGIDIO, “DIAMOCI UNA MANO NON LE IMPRONTE”

“Diamoci una mano, non le impronte” è lo slogan della manifestazione/sit-in promossa dalla Comunità di S. Egidio e che si svolgerà a Roma, presso il Senato della Repubblica, domani 2 luglio 2002 alle ore 11. I promotori della manifestazione, cui hanno già aderito la Caritas diocesana di Roma e la Commissione ‘Iustitia et pax’ dell’Usg e Uisg, intendono protestare contro il testo di legge sull’immigrazione, attualmente in via di approvazione al Senato, nel quale è stata introdotta una nuova disposizione secondo cui a tutti gli stranieri extracomunitari devono essere rilevate le impronte digitali al momento della richiesta del primo soggiorno e del rinnovo dello stesso documento. “Nelle attuali leggi in vigore (Testo unico pubblica sicurezza e Testo unico leggi sull’immigrazione D.Lgs.n.286 del 25/7/1998) – affermano gli organizzatori della manifestazione – esistono già gli strumenti necessari a garantire la certezza dell’identità di una persona quando su questa esistano dubbi. In questi casi sono già previsti anche i rilievi dattiloscopici. Ogni anno in Italia vengono prese le impronte ad oltre 100 mila stranieri extracomunitari: richiedenti asilo politico, coloro che entrano clandestinamente nel territorio, e a quelli che vengono fermati per controllo e non hanno i documenti di identità”. “Proprio per questo – proseguono gli organizzatori – le norme che si vogliono introdurre nell’ordinamento italiano appaiono inutili e, se come previste, assumono un carattere particolarmente grave, discriminatorio, perché rivolte solo ai cittadini extracomunitari e non a tutti i cittadini italiani e comunitari. Se il rilevamento delle impronte digitali non è ritenuto uno strumento indispensabile per una identificazione certa dell’identità: che non venga introdotto per nessuno, nè italiano nè straniero. Se il rilevamento delle impronte digitali è considerato indispensabile per una identificazione certa dell’identità: che venga introdotto per tutti, italiani, comunitari e cittadini extracomunitari. Non può entrare in vigore solo per gli stranieri – e solo in Italia all’interno dell’Ue -: diventerebbe una norma discriminatoria. In questo caso, che il rilevamento venga fatto una sola volta e non più volte nell’arco di poco tempo, al momento del rilascio della carta di soggiorno e/o della residenza (carta d’identità)”.