Un ringraziamento al Papa “per aver accettato le mie dimissioni”, un invito ad accogliere il cardinale Dionigi Tettamanzi “con cuore aperto e con spirito di fede” ed una richiesta di perdono “per le mie mancanze e lacune”. E’ quanto si legge nella lettera, diramata a mezzogiorno di oggi e indirizzata a tutti i fedeli della diocesi di Milano, con la quale il cardinale Martini, arcivescovo di Milano, annuncia il nome del suo successore, il cardinale Dionigi Tettamanzi. “Carissimi fedeli Ambrosiani scrive Martini – il Santo Padre ha accettato la mia rinuncia all’ufficio di vescovo che gli avevo inviato verso l’inizio dell’anno a norma del canone 401 e in data odierna ha nominato mio successore come Arcivescovo di Milano il cardinale Dionigi Tettamanzi, finora Arcivescovo di Genova.” “Sono molto grato al Santo Padre,” prosegue Martini, “per aver accettato le mie dimissioni, che gli avevo motivato, oltre che per i raggiunti limiti di età e per gli inevitabili connessi limiti di energie e di salute, anche con l’opportunità per il bene della diocesi di un cambio e di un rinnovamento dopo oltre ventidue anni di episcopato. Sono pure molto grato per la scelta da Lui personalmente fatta del mio successore e invito tutti ad accogliere il cardinale Dionigi Tettamanzi con cuore aperto e con spirito di fede. Egli è ben noto a noi perché figlio di questa diocesi ambrosiana. Egli porta dunque una grande esperienza educativa, pastorale e scientifica ed è apprezzato per la sua grande bontà ed equilibrio”. Martini non lascerà subito la diocesi milanese, la data dell’ingresso ufficiale di Tettamanzi in Duomo per la successione ufficiale, infatti, non è stata ancora fissata. “Avrò dunque ancora occasione e modo di esprimere a voi i miei sentimenti, che sono anzitutto di gratitudine immensa al Signore per i doni ricevuti in questi oltre ventidue anni di episcopato a Milano, tramite tutti voi e ciascuno di voi. La vostra fede e la vostra carità, in particolare quella dei miei più stretti collaboratori e di tutti coloro che mi sono stati vicino con la fedeltà e la preghiera, – conclude Martini – hanno reso il mio compito, pur molto grave ed arduo, “un giogo dolce e un carico leggero”. Di tutte le mie mancanze e lacune chiedo ancora perdono a Dio e a tutti voi mentre vi tengo più che mai presenti nella mia preghiera e nel mio cuore”.