TERRA SANTA: P.JAGER, “IL MURO È SOLO UNA MISURA PROVVISORIA, PER LA PACE SERVE L’INTERVENTO DELL’EUROPA”

” “Il muro che divide Israele dai territori dell’Autorità palestinese? Per padre David Maria A.Jager, portavoce della Custodia di Terra Santa è solo una “misura di polizia, provvisoria rispetto alla vera ricerca di una soluzione di pace”, anche perché il governo israeliano ha accettato di costruirlo “con molta riluttanza, perché non è voluto né dalla destra, né dalla sinistra” ma ha dovuto cedere “alla pressione dell’opinione pubblica, che chiede di fermare i terroristi ed impedire loro di raggiungere i centri abitati di Israele”. Secondo padre Jager – in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale -, il conflitto in Terra Santa “richiede soluzioni politiche che devono venire dalla comunità internazionale”. In questo momento, a suo avviso, “la soluzione dipende interamente dall’Europa perché gli Stati Uniti hanno tracciato una lista di auspici con alcuni ideali giustissimi, però è stato lasciato all’Europa il compito di inventare il meccanismo necessario per metterli in pratica. Quindi siamo in attesa che l’Europa dei quindici si dia da fare”. In particolare, aggiunge, “dipende da quei tre-quattro Paesi europei più grandi che hanno la responsabilità di mostrare il cammino all’Unione. Per questo ora c’è bisogno di un meccanismo concreto per fare in modo che questi pii desideri diventino realtà”. Secondo padre Jager è necessario “specificare innanzitutto la soluzione di pace che le parti devono raggiungere e poi, a partire dalla conclusione, elaborare le tappe della necessaria gradualità, per la realizzazione completa del processo di pace. Il fallimento dei tentativi precedenti ha dimostrato proprio la necessità di cominciare dalla fine”: “E’ importante elaborare il trattato, ossia lo strumento giuridico di pace tra Israele e Palestina, delineare le frontiere, decidere il tessuto dei rapporti sul campo politico, economico, della sicurezza e dell’utilizzazione delle risorse idriche”. Inoltre, precisa, “il nostro compito è aiutare i cittadini europei a distinguere la loro responsabilità nel segno della solidarietà e dell’umanità comune, per esigere dai governi nazionali e dalle istituzioni europee, di esercitare un intervento giusto e forte in tempi rapidi”.” “” ”