” “”Con l’approvazione della legge Bossi-Fini si stabilisce definitivamente che gli immigrati possono essere accolti solo se produttori di valore aggiunto alla nostra economia”. È quanto dichiara don Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), in una nota diffusa oggi, a commento della nuova legge sull’immigrazione. “Con un contratto di lavoro in mano scrive don Albanesi , con un buon italiano almeno parlato, possono andare e venire nel nostro Paese, a condizione di essere ritenuti utili alla sviluppo economico: senza diritti e senza pretese. Per il resto non disturbino e non appellino a ‘misericordie’ che sono possibili solo come occasioni di lavoro: dichiarazione di un ministro ‘cattolico’. Dell’approvazione della legge i partiti di maggioranza si dicono soddisfatti, sicuri di aver dato un forte contributo alla sicurezza del Paese. Probabilmente interpretano la cultura mercantilistica della nostra gente, niente affatto schifata da un latente sfruttamento, contrabbandato addirittura come solidarietà. La logica stringente della legge dice: in fondo questi neri sono utili. Li accogliamo e li teniamo d’occhio: le impronte digitali a loro richieste, i contratti di lavoro indispensabili per rimanere in Italia sono due lucchetti che non lasciano loro spazio. Il solidarismo, i pari diritti e tutte le altre sciocchezze di buonismo li lasciamo a preti, vescovi e associazioni varie che parlano, perché non hanno il senso dell’economia. Quello stesso senso economico che non hanno quando ci si occupa di sanità”. “Fino ad ora conclude don Vinicio Albanesi , sembra dire qualcuno, questi poveri hanno goduto troppo. È ora di tornare alla normalità: con un po’ di cannonate in mare se serve contro gli intrusi e un bel po’ di elemosina che non guasta per lenire i peccati. Bisognerà firmare una petizione perché nella nuova carta costituzionale europea non compaia né il cristianesimo, né Dio, abbondantemente dimenticati e offesi nella pratica: così non si cita il nome di Dio invano”.