MINORENNI STRANIERI VITTIME DI TRATTA: CARITAS, "UNA RETE DI FAMIGLIE PER ACCOGLIERLI"

Creare una rete solidale di famiglie affidatarie per minori stranieri vittime di tratta, “proponendo un percorso di formazione interculturale, di conoscenza della psicologia evolutiva, oltre che di comprensione delle conseguenze dei traumi, soprattutto quando provengono da violenze sessuali di persone che ti comprano”. È la proposta di don Giancarlo Perego, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana, intervenuto stamani a Roma alla sessione conclusiva del convegno “Il traffico di minori: piccoli schiavi senza frontiere”, promosso da “Terre des hommes Italia”, “Fondazione internazionale Lelio Basso”, “Associazione Parsec” e “Save the children Italia”. Nel recupero delle minorenni vittime di tratta resta centrale il ruolo delle famiglie in cui vengono accolte: “Per le ragazze che hanno vissuto un’esperienza drammatica della propria sessualità e di quella collettiva – ha commentato Perego -, è necessario un luogo dove avere la serenità di riconoscere il proprio corpo, le ferite dell’anima, il ruolo femminile e maschile attraverso relazioni con persone che non giudicano, ma che fanno dell’accoglienza il segno distintivo della vicinanza”. Nell’iter di inserimento dei minori positive anche le esperienze avviate da associazioni – dall’Azione Cattolica allo scoutismo Agesci – e oratori, che hanno suscitato nelle vittime di tratta la speranza “di ricostruire relazioni fidate e amichevoli”. Un fenomeno allarmante, secondo Perego, è quello del traffico e lo sfruttamento a scopo sessuale dei maschi minorenni, in Italia ed Europa. Oltre un centinaio i servizi di protezione sociale a tutela delle vittime di tratta gestiti da Caritas italiana; in alcune comunità di pronto intervento e istituti religiosi al Nord le minorenni accolte superano il 10%.