” “”La città non ha dimenticato” i “fatti drammatici” che sono accaduti un anno fa in occasione del G8. “Inermi cittadini e commercianti hanno visto devastati i loro negozi, incendiate le macchine posteggiate sotto casa e un’orda scatenata di blak-bloc che, pressoché indisturbati, distruggevano quanto incontravano sul loro cammino”. Lo scrive Carlo Caviglione in una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir ad un anno dal G8 di Genova. “La città scrive Caviglione – non ha dimenticato. Anche perché le manifestazioni che erano annunciate, non avrebbero dovuto essere violente”. “C’erano, in quelle manifestazioni di piazza, degli obiettivi comuni”. Ma “la violenza usata dai noglobal” è riuscita a “far dimenticare” buona parte di quei valori. Anche per questo motivo, “Genova prosegue Caviglione – sta ora vivendo con qualche perplessità quest’anniversario, che avrà il suo centro nella piazza dove cadde, colpito a morte, il povero Carlo Giuliani, un ragazzo intento, con altri, ad aggredire e colpire un automezzo dei carabinieri. Il fatto è stato tragico, purtroppo, ma sarebbe anche ingiusto dimenticare le cause che l’hanno provocato”. “Tutti si augurano aggiunge Caviglione che le manifestazioni di questi giorni possano svolgersi in modo ordinato e pacifico”. E le rassicurazioni del questore Oscar Fioriolli che ha invitato i genovesi alla serenità, “sono state accolte con un respiro di sollievo dalla cittadinanza”. Caviglione conclude ricordando che le molte iniziative in programma in questi giorni, hanno “lo scopo di richiamare non solo la pubblica opinione, ma anche i responsabili della politica mondiale ai temi e ai problemi che i grandi di questa terra, ancora non hanno saputo o voluto affrontare”. Anche i movimenti d’ispirazione cristiana aderiranno e la loro sarà “una voce pacifica, ma anche concreta e molto determinata”. ” “Ed è di questi giorni il rapporto-denuncia di Amnesty International sui fatti di Genova che è stato presentato al termine di un anno di inchiesta. Il rapporto parla di “violazioni dei diritti umani” e di “breve ma intensa parentesi della democrazia”.