” “”Il 2002 è un anno straordinario per l’Unione europea: è iniziato con il varo della moneta unica, ha avviato i lavori della Convenzione, terminerà se tutto va bene con l’ingresso a dicembre di altri 10 Paesi”: ha aperto così Romano Prodi, presidente della Commmissione europea, il suo intervento ieri a Camaldoli su “Costruire l’Europa, costruire la pace” nell’ambito del Convegno su “Cristianesimo e democrazia nel futuro dell’Europa” tenutosi lo scorso fine settimana su iniziativa della rivista ‘Il Regno’ di Bologna.” “”La pace ha affermato il presidente Prodi è la principale ragione storica del progetto di integrazione europea; noi dobbiamo restare fedeli a questa tradizione e proiettarla nel futuro”. I tre avvenimenti indicati “già delineano un quadro di pace, sono concrete azioni di pace”. Infatti “il valore economico dell’Euro è un decimo del suo valore politico: con la moneta unica gli Stati europei hanno cominciato a rinunciare ad aspetti di sovranità attraverso un metodo democratico, in maniera pacifica”. L’ingresso di altri 10 Paesi nell’Unione, con 76 milioni di abitanti, non costituisce semplicemente “il quinto allargamento della nostra storia ma la prima unificazione del continente. Il mondo slavo entra di nuovo nell’alveo comune europeo e si realizza l’Europa ‘a due polmoni, quello orientale e quello occidentale’ auspicata anche dal Papa”. Inoltre, “dopo l’allargamento di dicembre, continuerà questo processo di grande pedagogia democratica che porterà all’ingresso di altri paesi come la Bulgaria e la Romania che adesso non sono ancora pronti. A loro volta, i Balcani hanno per la prima volta una possibilità di entrare in Europa e ciò permetterà che smetta di scorrere sangue nei conflitti con le minoranze. Se c’è una definizione di Unione europea che possiamo dare è proprio quella di ‘unione delle minoranze’, dove ognuna trova tutela”. Per quanto riguarda la Russia e l’Ucraina: “Questo è stato un anno di importanza enorme anche per la Russia, che ha espresso chiaramente il suo legame con il mondo occidentale e l’Europa in particolare. In questo momento non è pensabile un suo ingresso che sconvolgerebbe la struttura dell’Ue: per questi paesi (come pure per quelli del Mediterraneo, compreso Israele), l’ipotesi è quella di un legame strettissimo di condivisione, tranne che per le istituzioni”. ” “Infine la Convenzione: “Si tratta di un grande strumento democratico; perché riesca bene occorre che si determini una mainstream, una corrente principale di valori sui quali concordare al di là delle reciproche differenze. Già adesso si lavora con una formula totalmente nuova; ci sono 105 membri nella Convenzione, 39 di essi sono rappresentanti di paesi che non sono ancora entrati ufficialmente nell’Unione eppure già lavorano per decidere il futuro dell’Europa: questa modalità, sulla quale nessuno ha sollevato obiezioni, è già futuro, è già costruire la pace”.