” “”La discussione che avviene all’interno degli organi preposti sulla eventuale apertura degli ‘eros center’ è una ulteriore conferma della chiara volontà di non rispettare la dignità dell’uomo e soprattutto di fare della donna un uso da mercato”. Anche don Cesare Lodeserto, presidente della Fondazione “Regina Pacis”, prende posizione chiaramente contro la proposta di riapertura delle “case chiuse”. “Fino ad ora dichiara il secerdote di San Foca (Lecce) abbiamo dovuto difendere le donne dallo sfruttamento del crimine organizzato e dai clienti malati. Sarà preoccupante dover difendere le stesse donne anche dalle leggi dello Stato”. Secondo don Lodeserto, infatti, “è lo Stato che vuole la donna prostituta e la svende attraverso lo strumento della legge che vuol giustificare un fenomeno che va contrastato con forme e legislazioni ben diverse”. A proposito del rapporto tra la legislazione italiana e quella europea in materia, il sacerdote dichiara: “E’ fuori luogo voler imitare quei Paesi d’Europa che hanno già determinato la legalizzazione della prostituzione, perché bisogna andare a vedere le immondezze che accadono e l’elevata presenza criminale che gestisce ugualmente il fenomeno”. L’eventuale “allineamento” con alcune tendenze europee in materia di prostituzione, sottolinea inoltre Lodeserto, contrasterebbe con il nuovo disegno di legge sull’immigrazione, che “confermerà ciò che è stato uno degli aspetti vincenti della precedente legge Turco-Napolitano in merito all’applicazione dei programmi di protezione sociale per le vittime della tratta, divenendo modello autentico per tutta Europa ed evidenziando la collaborazione feconda tra volontariato e forze dell’ordine”.