” “Ad avviso di Olivier Clément, la trasformazione, da parte della Santa Sede, delle quattro amministrazioni apostoliche della Russia in diocesi rappresenta un ostacolo al dialogo con gli ortodossi. “Bisogna tenere presente spiega – che vi è in Russia un rapporto molto stretto tra l’idea di nazione e il ruolo della Chiesa. La Chiesa ortodossa è storicamente molto legata alla vita della nazione. Perciò la creazione di diocesi cattoliche sul territorio della Russia al patriarca di Mosca appare come un’aggressione occidentale”.” “A questo punto, secondo il teologo, “bisogna aspettare un’altra generazione fra gli intellettuali cristiani russi e un rinnovamento dell’episcopato, già avviato. Certo, vi sono persone e gruppi aperti ma il fenomeno rimane abbastanza marginale. Per il momento occorre soprattutto insistere sull’ecumenismo dell’amicizia, aspettando che si rinnovino l’élite intellettuale e il pensiero cristiano. Fortunatamente i segni di tale rinnovamento cominciano a vedersi, sebbene rimangano ancora marginali. Tuttavia non vedo nell’immediato molte possibilità per un dialogo tra cattolici e ortodossi in Russia a livello ufficiale”.” “Clément invita anche a considerare un altro aspetto storico: “Il cattolicesimo non ha conosciuto l’oppressione totalitaria come invece l’ortodossia russa che ne trae un sentimento di inferiorità e superiorità allo stesso tempo. Il cattolicesimo occidentale è percepito come più intelligente, più colto, più seducente, perciò anche più suscettibile di attrarre molte più persone, specialmente presso gli intellettuali, se lo si lascia affermare in Russia. La Chiesa ortodossa vuole evitare che ciò accada”.