” “”Accesso ai farmaci con politiche adeguate, prevenzione attraverso una educazione capace di presentare i rischi della promiscuità, sensibilizzazione e trasparenza nelle risorse”. Questi i suggerimenti del medico spagnolo Josep Maria Simón, rappresentante in Europa della Federazione internazionale di associazioni mediche cattoliche (Fiamc), per la lotta alla diffusione dell’Aids, in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa, a commento della XIV Conferenza internazionale sull’Aids che si è svolta nei giorni scorsi a Barcellona (7-12 luglio). Per frenare la diffusione del virus Hiv servono, secondo l’Onu, 10.000 milioni di dollari, 7.000 in più di quanti si hanno a disposizione attualmente. 40 milioni di persone nel mondo, specialmente nei Paesi poveri, sono infettati dal virus. Sono 13 i milioni di bambini orfani perché uno o ambedue dei genitori sono morti a causa del virus. Unaids avverte che negli prossimi 20 anni 70 milioni di persone moriranno di Aids. Più di 17.000 mille persone tra medici, persone sieropositive, politici, rappresentanti di ong, ne hanno parlato a Barcellona, chiedendo di ridurre i costi dei medicamenti e ribadendo l’urgenza di trovare nuovi farmaci e politiche di prevenzione. Ma Simón punta il dito sullo scarso ascolto dato alle chiese durante la conferenza: “Riteniamo uno scandalo il silenzio a cui ci hanno costretti. Nell’organizzazione della conferenza la Chiesa cattolica non emerge, quando sappiamo bene che i cattolici e i protestanti degli Usa e di Germania sono molto attivi in questa lotta, ma purtroppo questo lavoro non figura a livello ufficiale. Secondo le Nazione Unite, un malato di Aids su quattro viene assistito da istituzione cattoliche. Abbiamo programmi, aiuti, campagne, accompagnamento, gruppi di lavoro…”. La Spagna, soprattutto la Catalogna, spiega Simón, “è ai primi posti nelle cure specifiche sull’Aids, così come nell’attenzione ai bambini sieropositivi. Nel campo della ricerca, l’Università di Navarra ha scoperto tempo fa che i figli di madri con il virus possono sopravvivere senza l’infezione”.” “