VIDEOGIOCHI LIBERI: MONS.D’URSO (CONSULTA ANTIUSURA), “EMENDAMENTO IMMORALE E DISEDUCATIVO”

Una misura “immorale” “altamente diseducativa” e tutta orientata “al solo profitto per le casse dello Stato”: così mons.Alberto D’Urso, segretario della Consulta nazionale antiusura, commenta al Sir l’emendamento al decreto “omnibus”, oggi all’esame della Camera dei deputati, che prevede la liberalizzazione dei videogiochi (tra cui videopoker e slotmachine) negli esercizi pubblici e nelle 400 sale Bingo già presenti sul territorio italiano, dietro pagamento di 6.600 euro l’anno da parte dei gestori. Una giocata costerà 50 centesimi e il montepremi non potrà superare i 10 euro. Finora le vincite dei videogiochi, installati solamente nei bar, erano corrisposte in beni di consumo; con questo emendamento si vinceranno invece dei soldi, tanto da diventare “un vero e proprio gioco d’azzardo”: “Questo vuol dire riempire i locali di ragazzi che non sanno usare responsabilmente il denaro – afferma mons. D’Urso -, aumentando così il rischio del sovraindebitamento e dell’usura. Il gioco d’azzardo è infatti ai primi posti tra le cause d’usura. Purtroppo il governo pensa solo al profitto e non alle persone. Ma saranno colpiti soprattutto i giovani, i poveri e i più ingenui”. La Consulta nazionale antiusura si è riunita d’urgenza appena appresa la notizia dell’emendamento e ha denunciato “l’assoluta immoralità della misura” e le “conseguenze anche sul piano dell’ordine pubblico”, poiché “si determinerà un ulteriore moltiplicatore del gioco d’azzardo, con sicuro incremento del già conturbante fenomeno dell’usura, sempre più presente sul territorio nazionale”.