“Nonostante la media sia ancora di circa un furto al giorno, vanno calando i furti nelle chiese, e più della metà delle opere vengono recuperate”. A renderlo noto al Sir è il generale Roberto Conforti, responsabile del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, che oggi ha firmato un importante accordo con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, alla presenza di mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, e di mons. Giancarlo Santi, direttore del citato Ufficio Cei. L’accordo siglato oggi formalizza ufficialmente il collegamento tra la banca dati della Cei e il nucleo speciale dei Carabinieri che vigila sulla sicurezza dei tesori d’arte nel nostro Paese; dal 16 luglio, infatti, più di 150 mila schede di “Beweb”, la banca dati dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, sono a disposizione dell’Arma per consentire di sventare eventuali furti a danno delle chiese e accelerare la restituzione dei reperti, grazie all’accertamento immediato della provenienza. “Un maggiore impegno non solo repressivo, ma anche preventivo; un più attento controllo del territorio; l’accresciuto interesse dell’opinione pubblica per i beni culturali ecclesiastici; la maggiore attenzione riservata al fenomeno da parte del governo, delle regioni, delle province, dei comuni e del volontariato; la più proficua collaborazione con la magistratura”: questi, per Conforti, i “segnali confortanti” che hanno portato ad una riduzione dei furti nelle chiese, “l’80 per cento dei quali informa il generale avviene quando sono in corso lavori di restauro o ristrutturazione”. Di qui l’appello alle diocesi affinché si dotino di “un sistema di allarme collegato con le forze dell’ordine” e “tolgano le opere d’arte dalla loro sede al momento dei lavori per trasferirle in un altro luogo” del territorio, utilizzando anche le sedi locali dei Carabinieri; nei contratti di appalto, suggerisce infine Conforti, “dovrebbe essere imposta a chi esegue i lavori anche la vigilanza sui beni culturali ecclesiastici”.
Un “grazie” allo Stato per “l’interesse che dedica ai beni culturali delle diocesi” è venuto da mons. Betori, secondo il quale bisogna scongiurare la “musealizzazione” delle opere d’arte ecclesiastiche, tenendo presente “il loro legame costitutivo con il culto e la pastorale”.