EMERGENZA SICCITÀ: LA CAMPAGNA SULL’ACQUA BOCCIA IL PIANO DEL GOVERNO

” “La Campagna italiana per un contratto mondiale per l’acqua boccia oggi il piano contro la siccità del governo italiano (con lo stanziamento di 550 miliardi) perché “continua ad ispirarsi ad una politica dell’emergenza”: “Invece di destinare risorse per interventi straordinari di manutenzione e messa in opera degli impianti esistenti – denuncia il Comitato italiano -, per garantire l’accesso all’acqua per tutti i cittadini, si punta a destinare risorse agli agricoltori, che sono fra i maggiori beneficiari delle risorse d’acqua disponibili, ed a concedere agevolazioni per l’accesso futuro a questa risorsa. E’ tempo di attuare una vera politica dell’acqua che responsabilizzi sia i singoli cittadini che i settori produttivi perché l’acqua è una risorsa preziosa che nessuno ha il diritto di sprecare”. Il governo, ha detto Rosario Lembo, segretario generale del Comitato italiano e presidente del Cipsi, “ignora alcune delle cause che hanno portato alla attuale situazione di crisi” tra cui “gli indennizzi alle sole imprese agricole con finanziamenti decennali a tasso agevolato, senza imporre condizionamenti sull’abbandono o riconversioni delle coltivazioni ad alto consumo d’acqua, in aree di scarsa disponibilità di acqua”. “E’ ora di invertire la tendenza – auspica – e di imporre ai settori agricolo e industriale una diversa politica di gestione di questa risorsa, e soprattutto di applicare delle tariffe proporzionali ai consumi ed ai prelievi”. Tra le proposte della Campagna, quella di “pensare ad un piano programmatico per l’acqua complessivo, che non concepisca l’acqua come una merce”, la necessità di “mantenere la gestione pubblica dell’acqua” e di “lanciare nelle scuole ed a livello di opinione pubblica una campagna per una nuova cultura sull’acqua”. Inoltre si invitano gli Enti locali ad “assumere posizioni chiare per ostacolare l’attuazione dell’art.35 della Finanziaria – opponendosi alla trasformazione delle aziende pubbliche di gestione del servizio idrico in società per azioni, anche perché l’articolo 35 è sotto il giudizio della Corte Costituzionale, perché viene contestata la ‘incompetenza’ statale alla luce del nuovo Titolo V° della Costituzione”.