Una giustizia penale a misura di bambino. A chiederlo sono le principali associazioni italiane che operano per la tutela e la promozione dei diritti dei minori che questa mattina a Roma hanno presentato un decalogo con le “linee guida per la giustizia minorile in Italia”. Il “decalogo” vuole essere una proposta al disegno di legge governativo, attualmente all’esame della Commissione giustizia della Camera, che delinea una serie di modifiche della giustizia minorile. “Tutte le decisioni dei tribunali, delle autorità amministrative e degli organi legislativi si legge al punto 1 del “decalogo” – devono mettere al primo posto il ‘superiore interesse’ del minore”. Nel gruppo di lavoro che ha elaborato il testo fanno parte, tra le altre, associazioni come Unicef-Italia, Telefono Azzurro, Save the Children-Italia, Amici dei Bambini, Anfaa (Associazione famiglie adottive e affidatarie).
Le associazioni chiedono che “tutte le competenze in materia di minori facciano capo ad un’unica istituzione giudiziaria specializzata” e che “i tribunali per i minorenni o per la famiglia o le sezioni specializzate dei tribunali ordinari devono avere una presenza capillare sul territorio nazionale”. Il “decalogo” detta anche alcune condizioni per le procedure del processo: chiedono che siano garantite “la partecipazione e la libera espressione del minore”, che il minore sia assistito sempre da un proprio avvocato e che il processo si svolga “in modo protetto”. Infine la detenzione: le associazioni chiedono che il minore possa usufruire di “forme alternative”. (segue)