IL FUTURO DELL’EUROPA: G.AMATO, “PREZIOSO IL CONTRIBUTO DELLA SOCIETÀ CIVILE”

” “”In Europa si va diffondendo la convinzione che la politica estera debba tendere al ristabilimento degli equilibri sociali e della giustizia nel mondo, ma il lavoro da svolgere è immane perché l’inversione di tendenza necessaria per un’autentica prospettiva di crescita e sviluppo è ancora lontana a venire”. E’ una vera “rivoluzione culturale”, quella auspicata dal vicepresidente della Convenzione per il futuro dell’Europa Giuliano Amato, obiettivo per il quale “è necessaria la forte pressione che può venire dalla società civile”. Intervenendo all’incontro che si è svolto stamani a Roma presso la Camera dei deputati su “La società civile italiana e la Convenzione europea” su iniziativa del Forum del Terzo settore, l’Associazione delle Ong italiane e la Tavola della pace, Amato ha rilevato “la netta divaricazione tra le intenzioni e la realtà dei fatti; in sede di Convenzione – ha detto – sto lavorando per una maggiore sensibilizzazione in questo senso, ma rimane ineludibile il contributo delle Ong in ambiti come l’economia, il lavoro, la solidarietà, i diritti umani” quali “portatrici di un patrimonio di esperienza sul campo di cui tutta l’Europa ha bisogno”. “Quello di oggi – ha spiegato il portavoce del Forum Edo Patriarca – è il primo passo di un percorso che intendiamo avviare per un maggiore coinvolgimento della società civile, come previsto dalla Convenzione, nella costruzione dell’Europa. A questo fine domani faremo richiesta ai presidenti della Camera e del Senato di promuovere in tempi brevi una seduta speciale del Parlamento aperta alle organizzazioni della società civile per definire l’Europa che vorremmo”. La Tavola della pace, ha informato Giampiero Rasimelli, “si propone di realizzare nell’ottobre 2003 un’assemblea mondiale dei popoli sul tema della responsabilità dell’Europa verso il mondo”, e Sergio Marelli (Focsiv) ha rilevato l’importanza di vigilare “sui riflessi che la politica estera può avere su quella interna, in particolare in materia di immigrazione” e ha denunciato la “crisi perdurante nella cooperazione allo sviluppo, nodo per noi centrale delle politiche Ue insieme alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale”. ” “” ” ” ” ” ”