“Un eroe della vita quotidiana, della fedeltà al proprio dovere, il più delle volte vissuto nel silenzio e nella normalità”. Così mons. Erminio De Scalzi, abate di Sant’Ambrogio e vicario episcopale di Milano, ha definito Paolo Scrofani, il vicequestore di Milano ucciso venerdì scorso da un’esplosione causata da uno sfrattato barricato in casa, celebrandone le esequie oggi pomeriggio nella basilica di Sant’Ambrogio. “Paolo Scrofani”, ha detto De Scalzi nella sua omelia, “era conosciuto come persona generosa, disponibile, dedita al suo lavoro con passione e competenza, impegnato a contrastare il male e a contribuire per la sua parte affinché i cittadini potessero vivere il più possibile sereni e sicuri. Anche nella circostanza che poi avrebbe causato la sua morte egli era stato generoso nell’intervenire cercando di portare alla ragione una persona turbata”. “Abbiamo bisogno di persone come lui, persone che credano nella giustizia e nella verità e che sappiano servire al loro posto con amore. La città potrà crescere nell’amicizia e nella concordia”, ha detto ancora De Scalzi, “se altri sapranno raccogliere il testimone di Paolo Scrofani e continuare quel cammino di solidarietà quotidiana che per lui si è così bruscamente interrotto”.